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Dalle meraviglie del Parco Nazionale del Pollino al blu cristallino del mare Jonio, per un indimenticabile tuffo nel Golfo di Squillace, per terminare con un itinerario culturale.
Tutto, volendo, in una sola giornata.

golfo di squillace

Il Golfo di Squillace

Il Golfo di Squillace si estende tra Capo Colonna, Capo Rizzuto, Le Castella, (provincia di Crotone) e Catanzaro Lido, Squillace, Copanello, Caminia, Soverato, sino ad arrivare a Punta Stilo (ai confini della provincia di Reggio Calabria).

Chilometri di spiagge bianchissime, ciottoli e baie protette dal vento e da sguardi indiscreti, alcune raggiungibili soltanto via mare.
Il cuore della Costa degli Aranci, nota anche come Costa dei Saraceni, si presenta in tutto il suo cristallino splendore. Soprattutto allo spuntare delle prime stelle.

Cassiodoro, politico, letterato e storico romano, autore di numerose ed importanti opere, nacque alla fine del V secolo d. C. proprio a Squillace.

soverato

L'insenatura calabrese offre tratti di costa davvero suggestivi.

La costa su cui si affaccia il golfo calabrese è un inno alla bellezza della Natura. Il mare respira a pieni polmoni il verde delle montagne circostanti. Il Comune di Stalettì comprende anche la suggestiva Baia di Caminia e la spiaggia di Pietragrande. L’acqua, qui, è così trasparente che sembra non esserci. Percorre tortuosi sentieri, snodandosi tra scogli sparsi.

Fra le increspature bianche create da un leggero fruscio d’aria, ritornano a mente le parole di Sergio Bambarén: “La Baia aveva la forma di una falce di luna, un sorriso meraviglioso della Madre terra all’oceano”. E ritornano ancora a mente, quando ci si ferma a Pietragrande: “Amavo respirare l’aria salmastra, carica di fragranze marine”. La spiaggia prende il nome da un alto scoglio, trampolino di lancio per gli amanti dei tuffi.

caminia

La Marina di Catanzaro e quella di Squillace riescono quasi ad abbracciarsi. E i ciottoli della spiaggia di Roccelletta di Borgia si specchiano nell’acqua, creando un gioco di colori con le sfumature del cielo. Qualche pescatore aspetta seduto sulla riva. Al tramonto il paesaggio diventa surreale. I gabbiani fanno da cornice all’orizzonte ed anche se c’è vento, il mare appare calmo. Poco distante, il Parco archeologico di Scolacium con i suoi preziosi tesori.

[lunghezza della costa: circa 70 km]


 
 
 
 
 
Parco Archeologico Scolacium

Parco Archeologico Scolacium

Scolacium, città di Cassiodoro, detta anche ScylletiumScylacium, Scolatium, Scyllaceum, Scalacium, o Scylaeium e successivamente, Minervium e Colonia Minervia è un'antica città costiera del Bruzio. Ebbe una storia millenaria attraverso greci, brettii, romani, bizantini, saraceni e normanni.
Le sue rovine si trovano sulla costa ionica nel Golfo di Squillace (CZ) a Roccelletta di Borgia, tracce della città si trovano anche nella località Santa Maria del Mare in Caminia di Stalettì, ed altre ancora nei quartieri Lido e Germaneto di Catanzaro. La cittadina di Squillace deve il suo nome attuale all'antica Scolacium. Oggi esiste un parco archeologico nel comune di Borgia, ormai completamente conurbato con i quartieri marinari di Catanzaro.
 
Il Parco archeologico di Scolacium è stato costituito nel 1982 da parte del Ministero per i Beni Culturali, grazie all'impegno della Soprintendenza Archeologica della Calabria.
I ritrovamenti archeologici, rinvenuti sul luogo, sono la testimonianza che trattasi della antica colonia greca di Skylletion che successivamente vide il sorgere della romana Scolacium. Secondo gli studiosi, altri indizi, farebbero pensare all’esistenza del borgo, ancor prima della venuta dei greci. Il parco conserva al suo interno, all’ ombra dei verdi ulivi secolari, antichissime costruzioni di epoca greco-romana, normanna e diversi reperti archeologici di notevole interesse storico-artistico, ceramiche di età remote e numerose statue acefale.
Roccelletta di Borgia, ruderi della Basilica
All'ingresso del parco, imponente si erge la Roccelletta di Borgia, basilica dedicata a Santa Maria della Roccella, chiamata anche Roccelletta del vescovo di Squillace. Una costruzione fatta in mattoni rossi, di epoca incerta, poiché diverse sono le fasi di costruzione della stessa, come facilmente si può evincere dall’osservazione della sua composizione, varia e non uniforme. Sono mescolati insieme diversi stili architettonici, quello romanico, bizantino e arabo. Secondo alcuni sarebbe stata edificata dai Normanni tra l'XI e il XII secolo, e probabilmente non venne mai portata a compimento. Nelle murature delle parti più alte della costruzione, si nota che sono stati riutilizzati materiali edilizi della città romana. All’interno, la costruzione si presenta vuota e priva di opere d’arte, con un’unica e grande navata che ha alla sommità l’abside divisa in tre parti e raggiungibile mediante ampie gradinate.
Continuando la piacevole passeggiata all’interno del parco si può ammirare il Teatro Romano, costruito nel corso del I secolo d.C., di dimensioni ragguardevoli (poteva ospitare ca. 5000 spettatori) e di cui sono ben visibili le gradinate, e il vecchio Foro Romano, la piazza pavimentata con grandi mattoni laterizi, la sede del senato, un monumento religioso, una fontana...
Parco Scolacium, installazione di Marc Quinn L’intera area del parco, che conserva ancora sotto di se la maggior parte della storia di diverse civiltà che si sono succedute nel corso dei secoli, è un’area ricca, di notevole valore storico culturale e artistico, in grado di offrire molto ad un tipo di turismo socio-culturale che si affianca a quello balneare delle belle coste ancora vergini di Borgia.
serata al teatro Scolacium Nel Parco ogni anno la provincia di Catanzaro organizza la manifestazione culturale Intersezioni esponendo opere di artisti internazionali.
"Intersezioni" è la grande rassegna di scultura curata dal direttore artistico del museo MARCA di Catanzaro Alberto Fiz che si svolge dal 2005, durante il periodo estivo. Nell’antica colonia di Minervia Scolacium, tra la Basilica Normanna, il Foro, il Teatro Romano, tutti circondati da un uliveto tra i più estesi del Mezzogiorno, la scultura entra in diretta relazione con la storia dando vita ad una mostra che assume caratteristiche esclusive, difficilmente paragonabili ad altre esperienze espositive.
La ricerca plastica contemporanea compie un’azione rigeneratrice destinata a creare una trasformazione profonda nella percezione dello spazio e del tempo motivando un inedito processo formativo.
Dal 2005 al 2010 hanno preso parte a Intersezioni Stephan Balkenhol, Tony Cragg, Wim Delvoye, Jan Fabre, Antony Gormley, Dennis Oppenheim, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto e Marc Quinn. Nel 2010 Pistoletto ha creato "Il DNA del Terzo Paradiso" proponendo la trascrizione genetica dell'arte.

[da Catanzaro Lido: circa 2 km]
 

 

Squillace, la Cattedrale

Squillace

Squillace sorge a 290 m s.l.m., su una rupe granitica in posizione dominante il golfo omonimo.
D'impianto medioevale ha avuto origine da gente di Scolacium abbandonato a seguito delle incursioni saracene.
Per le stradine del paese si possono ammirare le botteghe artigiane della ceramica. Patria del celebre Cassiodoro, segretario presso Teodorico, fondatore di una famosa biblioteca, di cui rimangono i ruderi, insieme alla sua tomba presso Stalettì.
Da vedere il Duomo (la Cattedrale) e i resti del Castello medioevale.

 

[da Catanzaro Lido: circa 18 km]
 
 
 
 

Le Valli Cupe di Sersale

valli cupe sersale area naturalistica presila Luoghi incantevoli e suggestivi sono le caratteristiche principali dell’intera area delle Valli Cupe. La natura selvaggia dei Canyon e delle gole montane, il fascino delle cascate e dei ruscelli dalle acque limpidissime, la straordinaria ricchezza della flora e della fauna, il mistero delle antiche leggende legate al passato dei borghi e dei paesi del circondario incantano il visitatore. Turisti e visitatori hanno la possibilità di vivere al meglio il soggiorno presso i luoghi delle Valli Cupe grazie alle numerose attività, dalle visite guidate alla balneazione fluviale nei luoghi delle cascate, dalle escursioni a dorso d’asino e a cavallo lungo i sentieri ai corsi specialistici per tutti gli appassionati.

Il territorio delle Valli Cupe e del Monte Raga, situato nella fascia mediterranea ionica tra 300  e 500 metri sul livello del mare nel Comune di Sersale,  dista 3-4 km dal Comune di Cropani e  4-5 Km dal centro del Comune in cui si trova. Il Monte Raga fa parte geologicamente dell’affioramento granitico del Massiccio Silano, ed è ricoperto da associazioni vegetali caratteristiche della macchia mediterranea e della gariga come cisteto, lantisceto e lecceta. Questo monte delimitato da due fiumi, ovvero Uria (sud) e Fegato (nord), confina a nord-est con le suggestive Valli Cupe.

Le Valli Cupe riservano all’escursionista paesaggi stupendi sia risalendo la fiumara Fegato che scendendo dal Monte Raga il quale, nonostante la sua rigogliosa vegetazione, permette di vederle dall’alto come delle pareti altissime di colore rossastro. Questo caratteristici crepacci, scavati nelle pareti composte di materiali sabbiosi, hanno origine naturale, ma sono stati dilatati e allungati dagli uccelli, tra cui rapaci, che scelgono questo posto indisturbato e tranquillo per la nidificazione. Risalendo la fiumara le pareti nascondono, fino ad una distanza di dieci metri dalla loro base, l’ingresso di un meraviglioso canyon.

Il Canyon, con le sue cascate e le pareti tortuose che tendono ad incontrasi in alto, oscurano il cielo, creando un habitat ideale per le specie animali e vegetali protette e rare. La sorgente della fiumara, che per millenni ha scavato il canyon, è situata a quattro ore di cammino all’ingresso quindi offre una buona opportunità, a chi ama il trekking, di risalirlo fino all’inizio.

[da Catanzaro Lido: circa 25 km]

 


La Sila a piedi

Parco Nazionale della Sila

I percorsi si sviluppano nel territorio della Sila Piccola sfruttando vecchie piste forestali, mulattiere o sentieri quasi abbandonati.
La descrizione dei seguenti percorsi è frutto della diretta esperienza del gruppo e rappresentano una eventuale alternativa ai già presenti itinerari del Parco: sono indicati a chi, avendo poco tempo a disposizione, vuole conoscere i più vari aspetti del territorio Silano, lasciandosi guidare in uno scenario dalle suggestioni forti e indimenticabili.

Come arrivare
Dal Nord o Sud: Autostrada del Sole (A3) sino a Lamezia Terme, SS 280 per Catanzaro, SS 109 Bis e SS 179 per Villaggio Mancuso e Prov.le per Buturo. Dalle Puglie: SS 106 sino a Cropani Marina, SS Cropani-Sersale e Prov.le Sersale-Buturo. Da Camigliatello (CS): SS 107 per Lorica-Bocca di Piazza, SS 108 bis per Spineto, SS 179 per Villaggio Mancuso e Provinciale sino a Buturo.

[da Catanzaro Lido: circa 50 km]

Da visitare
- Mastodontico esemplare di Abete Bianco (Abies Alba) che resiste senza paura ai secoli che passano.
- Le limpide acque del torrente Soleo a monte della località "Manca del Diavolo", dove i Lupi sono di casa.
- Primo percorso (anello)
- Buturo - M. Femminamorta - Manca del Diavolo - F. Soleo - Differenze - Gariglione - Buturo
- I Giganti della Sila
 
i Giganti della Sila

Questo primo percorso, che parte dalla sede del Comando Stazione Forestale di Buturo e poi vi fa ritorno, ci porta, attraverso la foresta, nelle località dove i lupi sono di casa (Femminamorta - Manca del Diavolo) per poi scendere a ammirare le limpide acque del fiume Soleo.

Si risale fino alla Stazione della Teleferica (Differenze) per poi, attraverso l'ex sede di una strada ferrata, giungere nel cuore del Parco Nazionale ad ammirare, in località Gariglione, uno straordinario manufatto la cui epoca di costruzione, da parte di una ditta Austro-Germanica, risale ai primi anni del 900. Si possono ammirare inoltre, nella omonima foresta, giganteschi alberi di abete e faggio, scampati ai tagli, la cui nascita risale a diversi secoli fa.

Secondo percorso (anello)
Tirivolo - Colle Telegrafo - Valle Tacina - Pisarello - Tirivolo

Si parte dal villaggio silano di Tirivolo seguendo il sentiero che porta al "Patriarca" (ultra secolare pianta di Abete Bianco, considerato l'abete più grande d'Europa) per poi scendere lungo le "Finestre di Tacina", bellissime radure,da dove si può ammirare un paesaggio unico. Infatti, con un sol colpo d'occhio, si possono vedere le più significative zone della Sila Piccola contornate da tutti i rilievi montuosi della Sila Grande.
 
Scendendo ancora, sino alla valle del fiume Tacina, ci si immerge in uno incantevole "mare verde" punteggiato da variopinti e profumatissimi fiori, che si lasciano cullare dal vento e dallo scampanio delle mucche al pascolo.
 
Si risale dolcemente, fra boschi di faggi e abeti, per far ritorno al punto di partenza.
 
[da Catanzaro Lido: circa 50 km]

 

Da visitare

architettura tipica della Sila, Villaggio Mancuso

- la vetta del Gariglione
- Località Rinosi dove, nei secoli scorsi, i briganti, che numerosi trovavano rifugio allo interno della Selva, costruirono un fortino (Torre) con relativo ponte levatoio per difendersi dagli attacchi

Terzo percorso (anello)

Gariglione - Mamma Giuseppina - Tavola Parata - Rinosi - Gariglione
Il terzo percorso parte dalla Stazione Forestale di Gariglione da dove si imbocca una pista sterrata che porta alle tre croci di Mamma Giuseppina, ridottesi ora a due, le quali ricordano il sacrificio estremo di una mamma, nel vano tentativo di salvare i propri figli dalla furia del fuoco che aveva interessato la loro misera dimora.
Scendendo per circa un Km. si arriva in località Tavola Parata dove i briganti, sulla piana superficie di un enorme masso che fungeva da tavolo, si ritrovavano per spartirsi il bottino.
Poi si attraversa il fiume Tacina e si giunge a Torre Rinosi (casa sabbiosa) usata dai briganti come ricovero e alla quale vi si accedeva attraverso un ponte levatoio ormai distrutto dal tempo. Sulla via del ritorno si visitano, inoltre, dei luoghi interni difficilmente raggiungibili, che evocano leggende e racconti circonfusi di mistero.

 

[da Catanzaro Lido: circa 60 km]

 

Leggi anche: la Sila Piccola, una montagna di relax... [con itinerario]

 

trekking a Guardavalle

Trekking a Guardavalle

Attraversato l'intero centro storico di Guardavalle, dopo circa un chilometro, sulla strada provinciale in direzione di Stilo, si trova l'imbocco della interpoderale che conduce in località "Zessi".
 
Questo tratto di itinerario è parzialmente su strada asfaltata. Raggiunta la sella di Timpa Majurana, prima di proseguire, vale la pena di soffermarsi a contemplare l'imponente e suggestivo panorama.
 
Dopo questa sosta si riprende il percorso principale, proseguendo lungo la Discesa Foresta, in basso la fiumara Assi contornata da una fiorente macchia mediterranea tra cui emerge il rosa carico degli oleandri. Alcuni tratti percorrono un tracciato che appare scosceso ed impervio, ma accessibile a qualsiasi automezzo. Si prende il tratto a valle, dopo circa 3 chilometri si raggiunge il punto di partenza della grande camminata, dopo un'altra sosta al rifugio "Zessi".
 
Voli radenti di corvi imperiali, che formano una colonia negli anfratti della montagna, e falchetti accompagnano il cammino. Questo itinerario un tempo veniva utilizzato dagli addetti alle Reali Ferriere per raggiungere la Reale Fabbrica di Cannoni.
 
Davanti al rifugio "Zessi" (fornito di acqua potabile e corrente elettrica generata dall'energia solare), si lasciano gli automezzi per chi intende proseguire il cammino a piedi, seguendo le indicazioni, sul breve percorso verso il punto di sosta Mulinelle, dove sono evidenti importanti reperti di archeologia industriale, o su quello più impegnativo in direzione delle Cascate dell'Assi, in un'atmosfera irreale, all'interno di una fitta vegetazione costituita in prevalenza da querceti e castagneti, con possibilità di sostare al secondo rifugio "Altopiano".
 
Fin sotto la gettata principale della cascata, nel punto in cui si forma naturalmente un laghetto spumeggiante, si può arrivare dopo avere attraversato l'ultimo ponte in legno, che salta, poggiandosi su due poderose sponde di massi granitici, lo scorrere, in quel punto impetuoso, dell'Assi.
 
Da qui si può proseguire verso la strada comunale carrozzabile delle località "Cornelia" e "Piano del Gatto", fino alla provinciale Guardavalle-Serre, oppure ridiscendere lungo lo stesso percorso pedonale, per poi ritornare al punto di partenza.
 
[da Catanzaro Lido: circa 50 km]

la Certosa di serra San Bruno

Escursione a Serra San Bruno

Serra S. Bruno una cittadina adagiata tra i fitti boschi delle montagne serresi e una conca che circa due milioni di anni fa ospitava il bacino di un lag.
 
Un naturale anfiteatro dominato da maestosi abeti e imponenti faggi fa da contorno al sito urbano sorto all'ombra dell'antica Certosa voluta da Brunone di Colonia più di nove secoli fa.
 
Questo centro, che dal Santo Bruno prende il nome, è situato a circa 800 metri sul livello del mare in posizione quasi centrale tra il Mar Jonio ed il Mar Tirreno e fa pane di un comprensorio montano denominato "Le Serre" che corre su due dorsali parallele giungendo la Sila a nord, con l'Aspromonte a sud.
 
[da Catanzaro Lido: circa 50 km]
 
 

Cascate del Marmarico

Cascate del Marmarico

Dalla strada statale n° 106 che costeggia la costa Ionica si imbocca la statale per Stilo e si prosegue fino al Bivongi.

Seguendo le indicazioni poste nel parco urbano di recente ultimazione si raggiunge la strada sterrata che conduce alle cascate di Marmarico.
 
Superato un ristorante si prosegue in auto per qualche chilometro, fino a raggiungere uno slargo dove è necessario lasciare la macchina, si prosegue a piedi per un breve sentiero fino a raggiungere la conca posta al piede delle cascate, che con una serie di salti spettacolari superano un dislivello di circa novanta metri.
 
Alcuni ripidi sentieri permettono di risalire le pareti rocciose fino a raggiungere le acque spumeggianti delle cascate.
 
[da Catanzaro Lido: circa 60 km]


Stilo, la Cattolica

La Cattolica di Stilo

Partendo da Guardavalle Marina, ci dirigiamo verso sud. Pochi minuti dopo ci fermeremo sulle rovine del Tempio Dorico di Apollo Katharsios (o Zeus Hamarios) del V-VI sec. a.C. che si trova all'inizio di Monasterace, lungo la statale. Imboccheremo quindi la S.S. 110 per Stilo dove si andrà a visitare il più insigne monumento del periodo bizantino della Calabria, la Cattolica (VII-X sec.).
 

Usciti dalla Cattolica, visiteremo il Duomo dal bel portale gotico, la chiesa di S. Francesco e quella di S. Giovanni, dalla grande facciata a due campanili (XVIII sec.).
 
Si continua verso Pazzano, nel cui Comune si trova la grotta del Santuario di S. Maria della Stella, sede di un antico eremo.
 
La grotta naturale ospita una scultura della Madonna del 1562, un altare marmoreo del 1600 e due affreschi di antica data.
 
Converrà poi fare due passi a Bivongi per visitare la chiesa di S. Giovanni Theresti (XI sec.), insigne monumento bizantino dell'età normanna.
 
[da Catanzaro Lido: circa 63 km]
 
 

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