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Catanzaro Lido, il mare dalla pineta di Giovino

La Pineta di Giovino

Immerso nel verde, il litorale catanzarese può vantare il Parco Costiero di Giovino (meglio conosciuto come la Pineta di Giovino), ormai celebre “locus amoenus”.
 
Pineta di Giovino, sentieri Un polmone verde, una vasta pineta (35.000 mq) che si distende per chilometri parallelamente alla spiaggia dove sorgono chioschetti e mini locali estivi, aree campeggio, spazi dedicati allo sport all'aria aperta, spazi per i giochi e la didattica, e il prolungamento del lungomare di Catanzaro Lido.
La pineta è costantemente frequentata da moltissimi sportivi che cercano un isola felice per potersi allenare in un ambiente salubre, e la trovano percorrendo i sentieri naturali che, nel tempo, si sono formati.
 
All'interno della pineta ci sono inoltre dei deliziosi chioschetti con tavolini, sedie ed amache, tutto rigorosamente in legno per mantenere in intatto un ambiente meraviglioso e per confondersi con il resto, pronti ad accogliere chiunque anche in qualche bella domenica d'inverno.
 
Nel 2008 è stato oggetto del progetto “Rainbow ways - Sentieri dell’arcobaleno” finalizzato alla tutela ambientale nel contesto della conservazione delle risorse naturali della pineta di Giovino.
 
Una recente riqualificazione dell'area intera sta contribuendo, inoltre, alla nascita di un sistema ricettivo di ottimo livello, tutte iniziative atte a rendere sempre più attrattivo il litorale del capoluogo di regione.
 
L'area è anche provvista di un'intera copertura di rete internet free Wi-Fi, in fase di ampliamento (progetto "Naviga Gratis" dell'Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Catanzaro).

 

Bosco li Comuni - Bioparco Siano, Catanzaro

La Pineta di Siano (Bosco Li Comuni)

Situata nel quartiere Siano, a nord est del centro abitato, la Pineta di Siano è un’oasi di pace, una tra le più importanti aree naturalistiche del Comune di Catanzaro.
 
Parco di Siano, sentieri Grazie alla sua posizione geografica e alle sue caratteristiche, il bosco costituisce una zona verde di grande interesse botanico, per la varietà delle essenze tipiche della macchia mediterranea, e faunistico.
 
Vi si rifugia la fauna migratoria e stanziale, mentre le zone più inaccessibili e interne sono luogo di riproduzione del cinghiale.
 
Il Bioparco concorre alla conservazione della biodiversità partecipando a programmi di formazione nelle tecniche di conservazione delle specie e a ricerche scientifiche in collaborazione con le Scuole e l’Università.
La Pineta è strutturata come un grande parco urbano, che è via via diventato punto di riferimento per il turismo integrato mare-monti, attrezzato per il tempo libero, l’escursionismo, il trekking a cavallo, l’attività didattica: questo, in sintesi, l’identikit del Parco della Pineta di Siano, così come lo hanno inteso realizzare i progettisti.
 
Diviso in tre grandi aree, il Parco si estende su una superficie di 700 ettari, con vari tracciati per circa 30 chilometri. Il giardino botanico ospita oggi più di 1000 specie vegetali diverse.
In definitiva, il Bioparco è un polo integrato turistico-culturale posto lungo un itinerario privilegiato di collegamento dei flussi turistici fra il mare Ionio e le pendici della Sila.

 

Parco della Biodiversità Mediterranea, Catanzaro

Il Parco della Biodiversità Mediterranea

Il Parco della Biodiversità Mediterranea (detto anche Parco dell'Agraria) è un’area verde che si estende per 60 ettari nel cuore della città di Catanzaro.
 
Il Parco, inaugurato nel 2004, nasce dalla riqualificazione ambientale della vecchia azienda della locale Scuola Agraria, da decenni in preda al degrado e alla incuria.
 
A partire dal 2002, l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro ha realizzato un massiccio intervento di rimodellamento del paesaggio nello spirito di un’ingegneria naturalistica orientata al rispetto e alla valorizzazione della biodiversità.
 
Oggi il Parco è un ecosistema in cui convivono grandi varietà floristiche e faunistiche ed è soprattutto un sistema multitematico in cui la dimensione naturalistica si intreccia a quella culturale, sportiva e ludica.
Al suo interno il Parco ospita le sedi del CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici), del WWF Catanzaro, del MUSMI (Museo Storico Militare “Brigata Catanzaro”) e del Corpo di Polizia Provinciale.
 
Il giardino si estende per 114.200 mq (610.000 mq. è l’estensione di tutto il parco) ed è situato all'interno dell'area della Scuola Agraria di Catanzaro.
 
Parco Biodiversità Mediterranea di Catanzaro Al suo interno sono state realizzate sia aree a prato, sia un giardino botanico all'italiana (costituito da 20.000 nuove piante da siepi e tappezzanti, 2.000 piante d'alto fusto e 200 specie arboree) e due laghetti popolati da cigni, anatre, papere e piante acquatiche precedute da allegre e sinuose panchine in stile Gaudì, il tutto sottolineato dal percorso Jogging che invita a continuare la passeggiata fino alla valle dei mulini; e ancora, piste ciclabili e da pattinaggio; aree giochi, anfiteatro, area ristoro, servizi igienici; enormi voliere che ospitano pennuti autoctoni e migratori; gabbie con rapaci e prati recintati per inibire la fuga agli scoiattoli che popolano i centenari pini mediterranei.
 
Strutture in legno a forma di castello, gazebo, vecchi tronchi incisi da artigiani locali.
 
La clinica per gli animali selvatici o abbandonati; il museo delle armi e, dulcis in fundo, tra tanto tripudio alla natura e al fare dell’uomo è visibile l’elogio alla creatività degli artisti ospiti nelle edizioni culturali estivi attuati nel Parco Nazionale Archeologico Scolacium denominate “Intersezioni”: ben inseriti nel contesto paesaggistico del giardino botanico mediterraneo, le opere di Cragg, Paladino, Fabre, Balkenhol, Delvoye, Quinn, Gormley e Hoppenheim conferiscono quel tono culturale importante, necessario all’inserimento del sito nei canali culturali mondiali.
 
Via Vinicio Cortese, Catanzaro
Tel. 0961 723139
 
 

Visita la nostra splendidagalleria fotograficasul Parco della Biodiversità Mediterranea



Alba al Lago Cecita

Il Parco Nazionale della Sila

A poche decine di chilometri è possibile raggiungere il bellissimo Parco Nazionale della Sila. Non tutti lo sanno ma anche il nostro Sud, terra di sole e di mare, di scogliere e campi bruciati della gàriga, ha il suo angolo di Scandinavia: la Sila, per decenni il meno conosciuto dei parchi nazionali, che d'estate è un'oasi di frescura con le sue sconfinate "nordiche" pinete e d'inverno resta spesso isolata, seppellita sotto metri di neve.

L'istituzione del Parco Nazionale della Sila è l'occasione per valorizzare e rendere appieno note le sue tante risorse naturalistiche e paesaggistiche: dal lupo alla lepre italica, dai laghi ai grandi pini larici.

La storia del Parco, travagliata e poco nota, ha inizio nel 1968 quando venne approvata la legge che istituiva il Parco della Calabria.
 
Molte, però, furono le perplessità tra tecnici e naturalisti. Intanto il parco che nasceva sarebbe risultato frazionato in diversi settori, distanti fra loro. E ciò nonostante la necessità, per soddisfare le abitudini dei grandi mammiferi che si volevano innanzi tutto proteggere, di vasti ma contigui spazi protetti. Inoltre la legge istitutiva non estendeva affatto la tutela del territorio, essendo questo già di proprietà demaniale al 90% da decenni se non, come in alcuni casi, da secoli. La perimetrazione definitiva del parco, delineata solo dieci anni dopo, individuava tuttavia tre distinte aree protette: la Sila Grande in provincia di Cosenza, con estensione di 7.000 ettari; la Sila Piccola in provincia di Catanzaro, con estensione attuale di 5.700 ettari; l'Aspromonte in provincia di Reggio Calabria, estensione 3.200 ettari.

Il Parco Nazionale della Sila Più recentemente l'istituzione del Parco Nazionale dell'Aspromonte, sottraendogli un'area, aveva quasi declassato il ruolo delle due restanti zone a quello di riserve naturali. Un pericolo che è stato scongiurato con la legge del 2002 che istituisce il Parco Nazionale della Sila, ricomprende i territori già ricadenti nello "Storico" Parco Nazionale della Calabria (1968) che cessa di esistere. Tutela aree di rilevante interesse ambientale, in Sila piccola, Sila grande e Sila greca, per complessivi 73.695 ettari, in 21 Comuni, 6 Comunità Montane e 3 provincie della Regione Calabria; nella prov. di Crotone: Cotronei, Mesoraca, Petilia Policastro, Savelli.

L'Ente Parco Nazionale della Sila gestisce alcune fra le zone più suggestive e selvagge della Regione con vaste e spendide foreste, distese su dolci altopiani, con emozionanti paesaggi protesi anche sul Pollino, sull'Aspromonte, sull'Etna, sulle assolate marine dello Jonio e sul mare Tirreno, nel quale, con le atmosfere terse, si rimane incantati nell'osservare l'imponente ergersi delle Eolie.

Nelle stagioni invernali la Sila diventa, sotto la neve, attrattiva eccezionale per gli amanti dell'escursionismo su sci da fondo e di chi, comunque, voglia entrare in simbiosi con la natura nel silenzio dei boschi lontano dalle più affollate e frequentate piste sciistiche, anche esse comunque presenti nel Parco. Le agevoli piste, da dicembre a febbraio, nel loro ampio e lungo estendersi offrono, con gli sci ai piedi, uno spettacolo naturale incredibile.
 
Leggi anche: la Sila Piccola, una montagna di relax... [con itinerario]

Visita: www.parcosila.it 

 

 

Parco Nazionale del Pollino

Il Parco Nazionale Del Pollino

Poco più a nord, al confine con la Basilicata invece, troviamo il Parco Nazionale Del Pollino, la più grande area protetta di nuova istituzione in Italia.

Tra le vette del Dolcedorme e di Cozzo del Pellegrino e gli orizzonti che si disegnano sulle acque del Tirreno e dello Jonio, lungo il massiccio montuoso calabro-lucano del Pollino e dell'Orsomarso, la Natura e l'Uomo intrecciano millenari rapporti che il Parco Nazionale del Pollino, istituito nel 1993, conserva e tutela sotto il suo emblema, il Pino Loricato.

La posizione di centralità del Parco rispetto alla morfologia regionale, lo rende facilmente raggiungibile in automobile sia che si provenga dall'area ionica percorrendo la S.S. 106, che tirrenica sulla S.S. 18.
 
In entrambi i casi comunque, con le sue uscite di Cosenza, Rogliano, Altilia Grimaldi e più a sud di Lamezia Terme, l'arteria autostradale «A3» rappresenta l'asse viario primario sul quale indirizzare la propria scelta se le percorrenze dovessero essere di più e più chilometri. Diverso poi l'orientamento in senso trasversale per inerpicarsi su fin nel comprensorio silano, che sappiamo essere longitudinalmente compreso fra Cosenza e Catanzaro. La S.S. 107 silano-crotonese, eccellente percorso intermedio all'interno del comprensorio e quindi idealmente equidistante sia dalla Sila Greca, Grande, che Piccola. La Supestrada 280 dei Due Mari, sull'istmo Lamezia Terme-Catanzaro e più a sud la S.S. 281 di Rosarno, aprono il viaggiatore ad ulteriori, possibili percorrenze.
 
Nel Parco c'è l'opportuità di avere una esperienza Rafting lungo il Fiume Lao. Facilmente raggiungibili in poco tempo i punti di partenza più importanti dei sentieri che conducono alle vette del Pollino e lo spettacolare Pino Loricato. Non dimenticate di visitare il Museo di Storia Naturale con i resti fossili di Elefanti e Ippopotami vecchi di 500.000 anni.
 
 
 

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